Porno-(dis)amore

Da quando le relazioni sono diventate così frettolose, voraci, irrispettose?

Da quando non ci si può più prendere il tempo per conoscersi, apprezzarsi, affiatarsi ed amarsi? Il tempo per costruire quell’intimità, quella vicinanza emotiva che permette al sentimento di svilupparsi, che permette di riempire la distanza fisica in maniera naturale, che rende il toccarsi un’esternazione di tale legame, un desiderio di rivolgere verso l’altro il proprio affetto, di dimostrarlo con la fisicità.

Sembra non ci sia più il tempo per imparare ad amarsi, per desiderarsi, per riconoscersi.

L’altro si consuma in fretta, si banalizza il suo corpo e la sua unicità in un rapporto superficiale, genitale, distaccato. Non si attribuisce valore alla scelta di quella particolare persona, non si costruisce o merita l’incontro, non lo si basa su un’affettività ma sulla sola attrazione, vuota e seriale.

Non posso rispettare i tempi dell’altro, i tempi della conoscenza, devo necessariamente ottenere la soddisfazione del mio desiderio sessuale, senza rispetto, senza empatia, senza amore.

E’ un fastfood-love, un rapportarsi che ricalca la pornografia, l’uso e il consumo dell’altro senza relazione emotiva. Banalizza la sessualità riducendola a pura genitalità, togliendole la componente fondamentale fatta di sentimenti e di emozioni, quelli che rendono un tale incontro un momento di coinvolgimento totale, significativo, imprimibile nella memoria, degno.

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